L’arte ai tempi della pandemia: scopriamo il Design Museum di Londra

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La maniglia che elimina i batteri grazie ad una lampada UV, idea partorita dal designer coreano Choi Bomi, è soltanto uno dei pezzi esposti al Design Museum di Londra e che, in qualche modo, hanno anticipato i tempi legandosi al periodo buio che tutto il globo sta attraversando.

design museum di londra

Un concept che riflette il periodo

Infatti la maniglia autosterilizzante, eletta miglior concept un decennio fa circa in realtà, come altre idee simili, è nata dopo la scoperta di un nuovo ceppo influenzale A, l’H1N1, che venne identificato nell’aprile del 2009 un anno prima circa).

Idea partorita da big dell’interior design

Eretto su di un vecchio deposito di banane da un’idea del fondatore Sir Terence Conran nel 1989, il più grande museo al mondo dedicato al design (oltre ad essere unico nel suo genere, il museo è il più seguito sui canali social con oltre quattro milioni di follower su Twitter).

Il museo ha trovato la sua collocazione definitiva dal 2016 in una delle zone più esclusive di Londra.

Precisamente in High Kensington Street nel distretto di Holland Park : il progetto è stato fortemente voluto e portato avanti per dieci anni da uno dei migliori architetti al mondo.


Parliamo di John Pawson, che si è occupato degli allestimenti e degli interni, mentre l’officier for metropolitan architecture – lo studio OMA – insieme ad Allies & Morrison, si è occupato dell’esterno e del progetto di riqualificazione urbana di Holland Green, di cui il progetto del museo fa parte.

La “conservazione” in un percorso obbligato

Dejan Sudjic, direttore del museo, ha avuto un’idea davvero molto interessante portata avanti grazie ai progettisti ed è quella di far capire – ed al tempo stesso ammirare – ai visitatori l’importanza della conservazione.

Attraverso un percorso obbligato per arrivare al Designer Maker User , mostra permanete e gratuita composta da circa mille pezzi e suddivisa in tre aree tematiche quali progetto, fabbricazione e utilizzatore. Da qui il nome, appunto.

Più di 900mq per le temporanee

La mostra permanente accoglie al suo ingresso anche quelle speciali, come i duecento oggetti più iconici degli oltre tremila presenti nel museo, scelti per mezzo di un sondaggio dai visitatori chiamata Crowdsourced Wall.

Le mostre temporanee hanno a disposizione 900 mq in quella che è la più grande galleria dell’intero museo, sempre al piano terra.

Si avrà anche l’onore di ammirare l’intera struttura di tre piani e il tetto, nudo e crudo ma sorretto da una serie di sbarre poste sopra la quadrica.

Non solo arte

L’auditorium con oltre duecento posti, luoghi di ristoro come bar e ristoranti, nonchè negozi, atelier, sale speciali, alloggi per designer e artisti, una biblioteca specializzata nell’architettura e nel design, trovano spazio al primo piano della struttura così come la Gallery Two, che ospita mostre temporanee tematiche.

design museum di lontra

Naturalmente, a parte lo scheletro della struttura che possiamo apprezzare sia dall’esterno ma sopratutto dal suo interno, il museo non sazia gli appetiti di chi è in cerca di storia ma, sicuramente, saprà sfamare i creativi e i visionari.

Informazioni Autore

Maniscalco Filippo

Blogger, copywriter, project manager. Propositivo e dedito al lavoro, gestisce ogni progetto con passione e dedizione. Appassionato di lettura, scrittura e musica. contatti
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