Trademark : Come registrare un marchio – Guida completa

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SOMMARIO ARTICOLO – Quante volte, in giro per i negozi, all’interno dei supermercati, oppure prendendo semplicemente in mano uno dei prodotti di cui non possiamo fare a meno, è capitato di vedere, accanto ai loghi, alcuni simboli strani come ™ e ®? Questi sono i simboli del marchio e del marchio registrato. Se possediamo già un logo, oppure ne stiamo per creare uno, la conoscenza di alcuni suggerimenti per la sua registrazione può esserci molto utile, permettendoci di risparmiare tempo in futuro. Di seguito una guida completa che ti aiuterà a capire come funziona il Tardemark e ti aiuterà a capire come registrare un marchio, i costi e tutto ciò di cui hai bisogno di sapere.

come registrare un marchio
Guida Trademark – tutto ciò che devi sapere sulla registrazione di un marchio

Possedendo un logo, anche senza pratiche burocratiche varie, conoscenza del diritto o quello che noi tutti conosciamo con il nome di “Copyright”, abbiamo il diritto sancito dalla legge di modificare o utilizzare il logo come meglio crediamo opportuno. Anche se…

In assenza di un marchio ufficialmente registrato, il diritto legale di modificare e utilizzare un logo di nostra creazione (che noi consideriamo nostro in quanto lo è; o perché lo abbiamo creato, oppure perché lo abbiamo comprato) non è poi così certo come potrebbe sembrare. Allora, un mio logo, una mia creatura è legalmente mio oppure no? Andiamo a scoprirlo e andiamo a capire come registrare un marchio.

Comre registrare un marchio – Nozioni di base

Cos’è un marchio registrato?

Si tratta di una designazione legale atta a proteggere un pezzo di proprietà intellettuale (ne parleremo nello specifico nelle righe a seguire) dalla violazione. Andiamo ad analizzarlo.

Per proprietà intellettuale si intende qualsiasi tipo di creazione originale; un articolo, una pittura, una scultura, un disegno, un libro, un film, un’invenzione, una ricetta e via dicendo. In pratica, qualunque cosa da noi creata è, di fatto, una proprietà intellettuale e di conseguenza siamo noi a deciderne il suo utilizzo e se concederla in licenza, quindi comprendere cosa accade e quanto cosa, al licenziatario, nel momento in cui decidiamo di concedere la licenza a quest’ultimo.


La proprietà intellettuale utilizzata senza espresso consenso del creatore è nota con il termine violazione. Tuttavia, vi sono circostanze in cui è possibile, anche senza il nostro esplicito consenso, che la nostra proprietà intellettuale venga comunque utilizzata ma, al di la di queste, la violazione è illegale e il titolare della suddetta proprietà può intentare un’azione legale contro chiunque la utilizzi senza esplicito consenso.

Si tratta di una realtà che ogni professionista, anche del design digitale, dovrebbe conoscere o almeno apprenderne le basi.

Registrazione di un marchio

Il Trademark è diverso dal copyright? E se sì in che modo?

Diciamo che si comportano sostanzialmente allo stesso modo, tranne per il contenuto che proteggono:

  • Il marchio registrato (noto anche come Trademark o ™), protegge ciò che non esiste per espliciti scopi commerciali (loghi, nomi di brand, eccetera).
  • Il copyright protegge quelle creazioni artistiche come arti visive, canzoni, romanzi, eccetera, non esplicitamente esistenti per scopi commerciali.

Registrare un marchio cosa protegge e cosa non protegge?

Mettiamola così: tornando al discorso iniziale, nel caso creassimo qualcosa (come un logo), avremmo il diritto di utilizzare e modificare questa nostra proprietà come meglio crediamo, anche perché abbiamo dei diritti sanciti che ce lo permettono. In più, potremmo intraprendere azioni legali contro chi viola i nostri diritti, usufruendo di una nostra proprietà intellettuale senza il nostro esplicito consenso.

Nel caso, invece, decidessimo di registrare un marchio (quindi un trademark o ™ che dir si voglia) avremmo un potenziamento dei nostri diritti e un rafforzamento della protezione legale (naturalmente va ricordato che questa protezione non si estende ad ogni cosa ci possa passare per la mente: non possiamo creare una proprietà e chiamarla Mele croccanti e aspettarci di poter registrare un nome e un logo simili?!)

Possiamo applicare il trademark nel globo?

Beh, no. Il processo per registrare un marchio avviene – ed è valido – solo nel paese in cui lo registriamo, fatto che comunque ci apre la strada nel caso decidessimo anche di estenderlo ad altri paesi, questo sì. Quindi, la protezione avviene soltanto nel paese in cui lo abbiamo registrato.

Chi possiede il trademark del logo? Io, il designer o entrambi?

Se creiamo il nostro logo, quest’ultimo è nostro perché lo abbiamo fatto noi ed è una nostra proprietà intellettuale. Nel caso deputassimo il lavoro ad un professionista, quest’ultimo trasferirà il logo dopo che noi avremo pagato e solitamente vi è un accordo firmato tra le parti prima di questo passaggio. A questo punto saremo noi i titolari esclusivi di quel logo (quindi di quel trademark) e decideremo dove piazzarlo, se e quando modificarlo e chi potrà – eventualmente – usufruirne.

Il processo di trademark del logo

Il mio nome può essere sottoposto a trademark?

A patto che questo sia per puro scopo aziendale, sì. Se ci chiamassimo Mario Rossi e vendessimo pellame, potremmo registrare un nome aziendale come Mario Rossi pelletteria. Badiamo bene che tale processo andrà a proteggere la proprietà intellettuale legata alla sola categoria aziendale. Quindi, se un altro Mario Rossi, che lavora con i computer, decidesse di aprire un’azienda “Mario Rossi Computer”, potrebbe farlo tranquillamente senza violare alcun copyright.

Quando decidiamo di fare questo passo, quindi di registrare il nostro nome come nome del brand e renderlo parte integrante del nostro logo, cerchiamo di pensarci bene, facendo particolare attenzione a due punti importantissimi: il primo è che l’azienda alla quale abbiamo legato il nostro nome – anche se apparentemente ci sembrerà di creare qualcosa di unico, anche se a ragione – sarà qualcosa di separato da noi stessi, e se decideremo di abbandonare l’azienda in futuro, essa potrà comunque continuare sotto quel nome (i nostro nome). Secondo, se lo facciamo dobbiamo prestare la massima attenzione – quindi noi in prima persona o qualcuno di nostra assoluta fiducia – ai prodotti e ai servizi della nostra attività; ci sarà il nostro nome in quel logo, non dimentichiamolo mai.

registrare un marchio - protezione trademark

Ci sono svariati esempi che dovrebbero metterci in allerta: una donna, dopo aver creato – e registrato – un’azienda a marchio globale a suo nome e con il suo nome, ne è uscita pochi anni dopo. L’attività è ancora registrata e la donna non può richiederne un’altra a suo nome nel Regno Unito. Come se non bastasse, in base a degli accordi siglati anni prima con la sua attività (quella che ha lasciato), non può utilizzare il suo nome per brandizzare abiti, né negli USA né in Cina…

Il mio logo può avere la protezione del trademark?

Se è abbastanza forte sì, viceversa no e l’ufficio preposto lo rifiuterà.

Un logo forte…? Cos’è?

Un logo (o un nome) forte si lega al suo creatore ed è inconfondibilmente unico e includono nomi inventati (come Google ad esempio) e simboli o parole non tipicamente legati al servizio cui sono associati (come i computer di Apple). Un logo o nome debole, di contro, che possiamo identificare con un’icona ad esempio, è generico e descrive semplicemente il servizio/prodotto.

E quanto tempo ci vuole per registrare un logo?

Dal momento in cui la richiesta viene depositata, fino all’emissione dell’etichetta di ™, ci vorranno in media nove/dieci mesi, che si moltiplicheranno, in caso di situazioni “complesse”, fino a richiedere anni.

Il trademark del logo è a pagamento? E se sì, quanto mi costa?

Beh, è un costo che varia da paese a paese e di seguito mi limiterò a spiegare i costi di registrazione per il suolo italiano e per l’UE (di cui se ne occupano gli uffici di Alicante, in Spagna):

  • Registrare un marchio individuale: la tassa comprende dieci anni di protezione ed ammonta a 101€ per una classe merceologica (se dovessero esserci più classi merceologiche, il costo da corrispondere sarà di 34 % per ogni classe di merce aggiuntiva).
  • Marchio collettivo: indipendentemente dalle classi merceologiche è di 337 € (si dovranno aggiungere costi di segreteria e marca da bollo, visto che siamo in Italia, pari a 43 € e 16 €)
  • Marchio UE: vi è la possibilità di registrare un marchio, valido per tutti i paesi UE per dieci anni (possibilità di rinnovo), e i costi variano da 50 €, per prodotti di seconda classe, 150 € per terza e successiva classe fino ad 850 € per prodotti o servizi di prima classe.

Cosa comporta il processo registrazione di un logo?

Allora, la miglior cosa da fare prima di procedere nel registrare un marchio è quella di effettuare una ricerca per stabilire se, nel nostro paese, vi è già qualcuno che sta utilizzando quel logo, o uno simile, rispetto a quello che intendiamo utilizzare. Assicuriamoci di effettuare una ricerca approfondita, e qui internet ci corre in aiuto, perché se avvieremo una domanda con un logo simile ad uno già esistente la domanda verrà rifiutata e dovremo riavviare la procedura daccapo.

Da qui in poi potrebbero accadere sostanzialmente due cose: o il logo verrà preso in considerazione cosi com’è, verrà accettato per la pubblicazione e successiva registrazione, oppure potrebbero trovare alcuni – o più – problemi e offrirci del tempo per risolverli e poter procedere con le fasi sopra descritte, nel caso risultasse idoneo dopo le modifiche da noi apportate.

registrazione di un marchio
Registrazione di un marchio

Per il processo di trademark devo rivolgermi ad un legale?

Beh, no. Possiamo certamente fare tutto da soli senza deputare a nessuno il lavoro. Va da sé che rivolgersi ad un avvocato esperto di proprietà intellettuale e avvalersi dei suoi servizi, porterebbe ad uno snellimento dei tempi, della burocrazia e un notevole risparmio di tempo e sbattimenti vari da parte nostra.

La mia domanda è stata rifiutata, cosa devo fare adesso?

Allora, dobbiamo innanzitutto stabilire qual è il motivo che ha portato al rifiuto della richiesta. Fra di questi troviamo:

  • Il logo è generico
  • Probabile che i consumatori lo confondano con uno già attivo ed esistente
  • Si tratta di un ornamento piuttosto che di un logo
  • Contiene immagini, frasi o parole inadatte e/o offensive – anche se vi sono delle eccezioni al riguardo –

Se riteniamo che vi è stato un abuso nel rifiuto della pratica, possiamo presentare formale ricorso e chiedere che venga rivista. Viceversa, la cosa da fare è quella di ricrearlo nuovamente, tenendo fede alle motivazioni legate al rifiuto.

Proteggere e possedere i trademarks

Quali sono i trademarks più forti? E per quale motivo lo sono?

Come già detto nelle righe precedenti, i trademarks più forti sono quelli che risultano essere unici per i loro brand, magari perché arbitrari in relazione al servizio/prodotto (basti pensare ai Mac di Apple). Nel momento in cui disponiamo di un marchio debole ed esso non è un marchio registrato, affermarne la proprietà (che sia un brand o un logo) può essere alquanto difficile.

Per quale motivo non dovrei voler registrare il mio logo?

Magari non è il nostro caso, ma molte volte è capitato nella nostra carriera di consegnare un lavoro e sentire, magari ancor prima delle domande tecniche o estetiche riguardanti il logo in questione, di sentire domande riguardanti il “copyright“, come: “il logo ha un copyright” o “il logo è registrato o no?” Diciamo che non necessariamente il passaggio successivo deve essere quello del trademark, anche perché può essere un processo lungo e costoso (come abbiamo spiegato nelle righe precedenti). Vi sono delle realtà in cui è sconsigliabile registrare il proprio logo – almeno nell’immediato – quindi, andiamo a vederne alcune:

1 – Non è eterno

Partiamo da questa realtà: un logo, per quanto attraente e gradevole possa essere, non è come un diamante, non è per sempre; potremmo cambiarlo in breve tempo, specialmente se non è ancora troppo impegnato nel mercato. Potrebbe verificarsi questa situazione specialmente nel momento in cui abbiamo creato il logo, alla bell’e meglio, con uno dei tanti builder sul web; è chiaro che cambieremo questo logo quando le nostre finanze ce lo permetteranno, quindi il processo di trademark non è proprio consigliato, no?

Il logo, al fine di ricevere la protezione che gli spetta di diritto dopo aver ricevuto il ™, dovrà essere utilizzato con costanza. Quindi, se si tratta di un qualcosa di momentaneo, non vale assolutamente la pena di perdere tempo e denaro per il ™.

2 – Non è unico

Se ci rendiamo conto che il nostro logo non è dissimile da altri registrati nel nostro paese (o in UE, nel caso volessimo registrarlo per l’UE appunto), cerchiamo di andare avanti con i piedi di piombo. Ricordiamoci una cosa molto importante: imitare non vale assolutamente la pena, perché il boomerang tornerà indietro due volte; nella prima, appariremo come una brutta copia dell’originale (non importa quanta classe, eleganza o bellezza portiamo, saremo sempre una “brutta copia” dell’originale. Degli imitatori); nel secondo caso, invece, potremmo incorrere in problemi di natura legale. Va da sé che né l’una né l’altra hanno qualcosa di produttivo per noi o per la nsotra attività.

3 – Fattore tempo

Chiediamoci se la nostra attività avrà o meno un futuro; so che si inizia con le migliori intenzioni e con un dispendio di tempo, energie e denaro, ma questo concetto si deve tenere in considerazione. Se non per tutto, almeno per qualche punto e quello del trademark è uno di questi.

Potrebbe trattarsi di una soluzione temporanea – magari dopo un licenziamento, in attesa di un altro lavoro ben retribuito – oppure un hobby, qualcosa di part time che ci consente di occupare il tempo libero e, magari monetizzarlo. Come per il discorso precedente, se non siamo sicuri che la nostra azienda durerà, non ha senso logico registrarne il logo.

registrare un marchio
Utilizzo dei simboli (R) (TM)

L’utilizzo dei simboli ™ ®

: viene solitamente applicato ai marchi NON registrati o a quelli che si trovano in attesa del marchio registrato.

® : viene applicato ai marchi registrati presso gli uffici competenti, quindi trademarks a tutti gli effetti protetti dalle leggi.

Il mio marchio è stato violato. Cosa fare?

La registrazione del marchio e l’assistenza legale, a nostro avviso, vanno di pari passo; vale a dire che un’azienda, o chi la gestisce, con un marchio registrato, deve vantare un avvocato di fiducia pronto a difenderla in qualsiasi momento, specialmente in situazioni legate all’abuso del marchio registrato.

Quindi, in casi di violazione del nostro marchio, il consiglio è quello di rivolgerci quanto prima al nostro avvocato di fiducia (nel caso avessimo i requisiti ISEE e la violazione rientrasse in contesti legali, potremmo richiedere il gratuito patrocinio – quindi assistenza legale pagata dallo stato – oppure da un professionista che offre i propri servizi, ad un costo minore, a creatori di startup).

Solitamente, viene inviata una missiva – alla parte che viola la proprietà – nella quale lo si invita esplicitamente a desistere, a smetterla di utilizzare o violare il marchio e, qualora non lo facesse, allora verrà intentata una causa legale e tutto passerà nelle mani del tribunale.

Attenzione: questo non significa che il tribunale si pronuncerà a nostro favore, sia chiaro; il tribunale potrebbe anche decidere di lasciare “lavorare” entrambi i loghi se questi non creassero confusione (è già accaduto a tantissime aziende, Apple compresa, che ha dovuto accettare il pronunciamento di un giudice che stabiliva che il loro logo e quello di “Apple Corps” potessero continuare a coesistere in quanto non creavano confusione. Che ci piaccia o no, purtroppo, è così e la strada da percorrere è questa.)

In definitiva…?

Credo che le idee su come registrare un marchio siano molto più chiare dopo la lettura di questa guida, ma se ancora ci stessimo chiedendo “cosa devo fare?” (non preoccupatevi, è normale trovarsi in confusione e in difficoltà certe volte, anche dopo aver letto e compreso i consigli sul da farsi) Beh, la risposta è che, prima di depositare un marchio e procedere con il ®, il consiglio è quello di vantare un logo unico, visto che ha molte più probabilità di ricevere il cosiddetto marchio.

Se non sappiamo cosa fare per rendere unico un logo, l’unica cosa da fare è quella di ingaggiare un professionista freelance e lavorare gomito a gomito con lui (qui, su designtegrator.com abbiamo i ragazzi che fanno al caso nostro). Sconsiglio di creare un logo con i builder online perché non avranno mai le basi per l’accettazione di questa richiesta.

Buona fortuna!

Informazioni Autore

Maniscalco Filippo

Blogger, copywriter, project manager. Propositivo e dedito al lavoro, gestisce ogni progetto con passione e dedizione. Appassionato di lettura, scrittura e musica. contatti
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